DiRE | Sanità. Protesi o lipofilling per l’aumento del seno? Uno studio italiano segna una svolta nella chirurgia plastica
Gentile: “La chiave è scegliere la tecnica in base alle caratteristiche anatomiche della paziente e alle sue aspettative”
Gentile: “La chiave è scegliere la tecnica in base alle caratteristiche anatomiche della paziente e alle sue aspettative”
La ricerca, firmata dal Prof. Pietro Gentile, associato di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva all’Università di Roma “Tor Vergata”, è stata pubblicata sulla autorevole rivista Aesthetic Plastic Surgery. Si tratta del primo trial clinico randomizzato (EBM Level 1), il massimo livello di evidenza scientifica, che confronta in modo diretto le due tecniche principali per l’aumento del volume del seno: l’inserimento di protesi mammarie e il lipofilling (innesto di grasso autologo).
È firmato dal Prof. Pietro Gentile, associato di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva all’Università di Roma “Tor Vergata” e chirurgo plastico di fama internazionale, uno studio destinato a fare scuola nel campo della chirurgia estetica. Pubblicata sulla prestigiosa rivista Aesthetic Plastic Surgery, la ricerca – un trial clinico randomizzato dal massimo livello di evidenza scientifica (EBM Level 1) – confronta per la prima volta in modo diretto le due principali tecniche di mastoplastica additiva: l’inserimento di protesi mammarie e il lipofilling, ovvero l’innesto di grasso autologo.
Lo studio, intitolato “Breast Implants or Lipofilling in Augmentation Mammoplasty? A Randomized, Open-Label, Controlled Trial”, ha coinvolto 185 pazienti
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